Il paesaggio che è possibile osservare spingendosi ai margini del Tetto del Mondo, lasciandosi alle spalle il  mare, è un abecedario di geologia.  I monti che osserviamo all’orizzonte sembrano formare un tutt'uno. Ma in realtà l’Appennino - i monti Nerone, Catria e Carpegna - incontrano numerosi e favolosi massi erratici chiamati - solo per citarne alcuni - Titano,  San Leo, Sasso Simone e Simoncello. 

Queste rocce di dimensioni colossali, traslate fino al nostro territorio in seguito ad una “calata gravitativa”, hanno la loro origine  in Toscana e Liguria. 

Si tratta di vere e proprie zattere che inaspriscono un territorio costituito di dolci ondulazioni argillose. L'inasprimento, dato dalle masse rocciose e soprattutto dai mille detriti che si lasciano appresso, caratterizza i panorami storici del Montefeltro e dell'alta Val Marecchia.